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Ucraina, sicurezza alimentare Ue: le proposte dell’Italia nel Consiglio Agricoltura

Si è svolto ieri, 21 marzo 2022, a Bruxelles il Consiglio Ue Agricoltura. Da una nota del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (per la versione completa clicca QUI) si apprende che l’incontro ministeriale è stato dedicato alla situazione del mercato agroalimentare a seguito del conflitto Russia-Ucraina e l’individuazione di misure volte a garantire la sicurezza alimentare nell’Ue all’indomani della crisi.

“L’invasione russa dell’Ucraina – si legge nel comunicato – ha innescato un forte aumento dei prezzi delle materie prime e ha avuto un impatto sull’offerta e sulla domanda di prodotti agricoli, cambiando, di fatto, i presupposti che hanno portato alla stesura delle bozze di Piano strategico”.

Nel corso del dibattito, il ministro Stefano Patuanelli ha sottolineato la necessità di “procedere rapidamente nell’approvazione dei Piani strategici nazionali della Pac” e, al tempo stesso, ha invitato a “individuare una strategia comune per adeguare i piani alla situazione di crisi che sta attraversando tutta l’Europa”.

Tra le proposte dell’Italia:

– l’attuazione di un regime transitorio che vada fino al primo anno di applicazione della nuova Pac nel 2023;

– la sospensione temporanea di alcune misure come l’aumento degli aiuti accoppiati

– l’adozione di un regime derogatorio per le rotazioni e il set-aside dei terreni.

“In questo quadro – recita la nota del Mipaaf – il ministro ha sottolineato l’appoggio del nostro Paese alla strategia europea volta ad aumentare la produzione di proteine vegetali, coerentemente con quanto previsto dal Green New Deal”.

Sempre nel corso dell’incontro di ieri, l’Italia, insieme ad altri paesi, ha presentato un documento in merito all’aumento dei costi di produzione nel settore della pesca ed ha evidenziato la sua posizione in merito alla revisione delle indicazioni geografiche, alla possibilità di utilizzare il digestato da biogas come fertilizzante per l’agricoltura e alla necessità di trovare alternative ai fitofarmaci per evitare di veder ridurre le quantità di prodotti agricoli.

 

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