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Psr Campania, Comitato di Sorveglianza: l’analisi del Valutatore indipendente

Nel corso del Comitato di Sorveglianza del Psr Campania 2014-2022, svoltosi a Napoli lunedì 15 dicembre 2025, Virgilio Buscemi della Lattanzio Kibs, società che espleta il Servizio di Valutazione indipendente, ha illustrato i principali risultati emersi dal Rapporto annuale di Valutazione 2025 (anno di riferimento 2024) del Programma e presentato il ‘Catalogo delle buone prassi’ .

Questi i punti salienti dell’informativa.

 

Rapporto di Valutazione 2025


Nel Rapporto di Valutazione 2025 sono inclusi gli approfondimenti tematici dedicati al ruolo svolto del Psr nel sostegno al comparto olivicolo e al tasso di sopravvivenza dalle aziende beneficiarie della tipologia d’intervento 6.1.1 ‘Riconoscimento del premio per i giovani agricoltori che per la prima volta si insediano come capo d’azienda’.

Nella nota di sintesi del Valutatore indipendente si legge che il comparto olivicolo, che in Campania copre circa 70mila ettari, rappresenta una filiera strategica, ma afflitta da diverse criticità strutturali: frammentazione aziendale, obsolescenza degli impianti, elevati costi di produzione, difficoltà di reperimento della manodopera e un parco macchine particolarmente datato, con un’età media pari a 21,2 anni, superiore alla media nazionale (16,2 anni). A tali elementi si sommano gli effetti dei cambiamenti climatici e la diffusione di fitopatie.

Sul fronte del sostegno offerto dal Psr, le aziende olivicole con superficie superiore a un ettaro hanno beneficiato soprattutto delle misure a superficie, in particolare quelle rivolte all’agricoltura biologica e la produzione integrata, che insieme rappresentano circa il 95% degli importi complessivamente erogati al settore.
Per quanto concerne gli interventi strutturali, le misure maggiormente attivate dalle imprese del comparto sono state la misura 4 ‘Investimenti in immobilizzazioni materiali’, la misura 6 ‘Sviluppo delle aziende agricole e delle imprese’ e la misura 22 ‘Sostegno temporaneo eccezionale a favore di agricoltori e Pmi particolarmente colpiti dall’impatto dell’invasione russa dell’Ucraina’.

Il Rapporto di Valutazione 2025 pone anche l’accento sul notevole successo riscosso dalla tipologia d’intervento 6.1.1 ‘Riconoscimento del premio per i giovani agricoltori che per la prima volta si insediano come capo d’azienda’.
L’analisi dei beneficiari dei bandi emanati nel 2016 e 2017 – quest’ultimo attuato nell’ambito del Progetto Integrato Giovani, in combinazione con la tipologia 4.1.2 ‘Investimenti per il ricambio generazionale – mostra che nel 2024 risulta ancora attivo il 93,7% delle aziende con progetto concluso. In particolare, il bando del 2016 registra un tasso di sopravvivenza pari all’88,4%, mentre quello del 2017 supera il 98,7%, sebbene con un tasso di completamento dei progetti ancora parziale (62%).

La nota di sintesi del Valutatore indipendente sottolinea, infine, che oltre il 93% dei beneficiari del bando del 2016 ha attivato contestualmente la tipologia 4.1.2 per la realizzazione degli investimenti. Tale evidenza, rafforzata dalle testimonianze raccolte, conferma come l’approccio integrato ‘premio + investimento’ sia stato determinante per superare le principali barriere iniziali, in particolare l’accesso al credito e alla terra, e favorire l’ammodernamento delle aziende e il rafforzamento della loro competitività.

 

Catalogo delle buone prassi


Nella nota di sintesi del Valutatore indipendente è riportato che il ‘Catalogo delle buone prassi’ del Psr persegue un duplice obiettivo: da un lato, comunicare in modo efficace i risultati e i successi del Programma; dall’altro, fornire elementi conoscitivi basati sull’evidenza utili ad orientare il ciclo di programmazione 2023-2027, attraverso il racconto di esperienze considerate, appunto, buone prassi.

Per ‘buona prassi’ si intende un’operazione – o anche un intervento – del Psr, di natura singola o collettiva, realizzata da un beneficiario pubblico o privato, che risulti esemplificativa di un modello di azione valutato positivamente sulla base di criteri predefiniti e, pertanto, meritevole di analisi e diffusione.

Il Valutatore indipendente del Psr, in collaborazione con l’Autorità di Gestione incardinata nella Direzione generale per le Politiche agricole, alimentari e forestali della Regione Campania, ha individuato otto casi studio emblematici, selezionati secondo criteri quali sostenibilità, innovazione, efficacia, rilevanza, riproducibilità, integrazione e cooperazione. I casi sono stati analizzati mediante un rigoroso percorso metodologico che ha combinato dati documentali con interviste dirette.

Questi i casi studio analizzati:

> Società Agricola Donnachiara srl – Investimenti per l’ammodernamento della cantina e l’introduzione di nuove tecnologie finanziati sulla tipologia d’intervento 4.2.1 ‘Trasformazione, commercializzazione e sviluppo dei prodotti agricoli nelle aziende agroindustriali’.

> Oleificio Fam sas di Tranfaglia Antonio & Co – Investimenti per l’ammodernamento complessivo del frantoio finanziati dalla tipologia d’intervento 4.2.2 ‘Trasformazione, commercializzazione e sviluppo dei prodotti agricoli per micro-iniziative agroindustriali’.

> Società agricola Perrino s.s. – Investimenti per l’ammodernamento complessivo dell’azienda finanziati dal Progetto Integrato Giovani (che mette insieme le tipologie d’intervento 4.1.2 ‘Investimenti per il ricambio generazionale nelle aziende agricole e l’inserimento di giovani agricoltori qualificati’ e 6.1.1 ‘Riconoscimento del premio per giovani agricoltori che per la prima volta si insediano come capo azienda agricola’).

> Società Agricola Vecchia Quercia Bio di Mario Moroni – Investimenti per l’ammodernamento complessivo della struttura agrituristica finanziati dal Progetto Integrato Giovani.

> Giagiù (Sviluppo e valorizzazione della filiera sostenibile del pomodorino giallo Giagiù) – Progetto finanziato dalla tipologia d’intervento 16.1.1 – Sostegno per costituzione e funzionamento dei Go del Pei in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura – azione 2 ‘Sostegno ai Progetti operativi di innovazione (Poi).

> Spiralbuf (Impiego della Spirulina nell’alimentazione della bufala: benessere animale e qualità della mozzarella) – Progetto finanziato dalla tipologia 16.1.1 – azione 2.

> Tomato Trace 4.0 (Metodi avanzati tracciabilità geografica e miglioramento della qualità del Pomodorino piennolo del Vesuvio Dop) – Progetto finanziato dalla tipologia 16.1.1 – azione 2.

> Crea Med (Dieta mediterranea e resilienza rurale in un’economia globalizzata) – Progetto finanziato dalla tipologia d’intervento 19.3.1 ‘Preparazione e realizzazione delle attività di cooperazione del gruppo di azione locale’ (Leader).

Le analisi hanno restituito un quadro dinamico e articolato, che evidenzia la capacità del Psr di promuovere lo sviluppo rurale su molteplici fronti.

Innovazione e ricerca – I Progetti operativi di innovazione (Poi) hanno introdotto soluzioni avanzate per la tracciabilità scientifica dei prodotti Dop, la valorizzazione di nuove filiere e il miglioramento del benessere animale, contribuendo a rafforzare il trasferimento di conoscenze e il legame tra ricerca e sistema produttivo.

Ammodernamento e competitività – Gli investimenti nelle filiere tradizionali dell’olio e del vino hanno favorito l’adozione di tecnologie 4.0, processi di digitalizzazione (tra cui l’e-commerce) e innovazioni di prodotto, consolidando la competitività delle imprese sui mercati nazionali e internazionali.

Ricambio generazionale e multifunzionalità – I progetti sostenuti dal ‘Pacchetto Giovani’ mettono in luce la capacità delle nuove generazioni di integrare produzioni agricole di alta qualità, in particolare biologiche, con attività di ospitalità rurale (agriturismo ed enoturismo) e pratiche di sostenibilità, dando vita a modelli imprenditoriali resilienti e radicati nei territori.

Sviluppo locale e coesione sociale – L’intervento Leader ha dimostrato come un approccio partecipativo e ‘dal basso’ possa generare esperienze virtuose di economia circolare e rafforzamento della resilienza rurale, come nel caso della mensa scolastica a km zero, capace di integrare produttori locali, istituzioni scolastiche e comunità.

Nel complesso, le buone prassi analizzate confermano l’efficacia del Psr nel sostenere un tessuto imprenditoriale agricolo che, pur radicato in tradizioni produttive consolidate, dimostra una significativa capacità di innovazione e cooperazione, generando valore economico, sociale e ambientale a beneficio dell’intero territorio regionale.

 

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