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Psr Campania, bandi: 28 milioni per rafforzare l’agroindustria

Aggiornamento del 2 novembre 2022 ore 20.00 - Con decreto dirigenziale n. 411 del 2 novembre 2022 - rettificato con decreto n. 412 del 2 novembre 2022 – la Regione Campania ha disposto la proroga del termine ultimo per la presentazione delle domande di sostegno nell’ambito del bando della tipologia d’intervento 4.2.1 del Psr. Il nuovo termine ultimo per la presentazione delle istanze è fissato al 18 novembre 2022 ore 16.00.

 

Con decreto dirigenziale n. 354 del 21 settembre 2022 la Regione Campania ha approvato il bando della tipologia d’intervento 4.2.1 “Trasformazione, commercializzazione e sviluppo dei prodotti agricoli nelle aziende agro-industriali” del Psr.

La tipologia 4.2.1 è rivolta alle imprese agroindustriali in una logica di integrazione con il settore agricolo e di sostenibilità ambientale nell’ambito delle filiere produttive ortofrutticola, florovivaistica, vitivinicola, olivicola-olearia, cerealicola, della carne, lattiero-casearia e delle piante medicinali e officinali.

La tipologia si prefigge di: promuovere l’organizzazione della filiera alimentare, compresa la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli; migliorare la competitività dei produttori primari integrandoli meglio nella filiera agroalimentare attraverso i regimi di qualità, la creazione di un valore aggiunto per i prodotti agricoli, la promozione dei prodotti nei mercati locali, le filiere, le associazioni e le organizzazioni interprofessionali. Inoltre la 4.2.1 è volta a rendere più efficiente l’uso dell’energia nell’agricoltura e nell’industria alimentare nonché a privilegiare investimenti sostenibili dal punto di vista ambientale.

Il bando trova applicazione sull’intero territorio regionale e ha una dotazione finanziaria di 28 milioni di euro, di cui:

– 23 milioni a sostegno dei progetti aziendali che afferiscono alla lavorazione e/o trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli in entrata ricompresi nell’Allegato I del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (Tfue);

– 5 milioni per i progetti aziendali i cui prodotti ottenuti dalla trasformazione (in uscita) non sono ricompresi nell’Allegato I del Tfue.

Possono presentare domanda di sostegno le imprese agroindustriali, vale a dire quelle che operano nel settore della lavorazione e/o trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli.

Qualora le imprese agroindustriali siano anche produttrici della materia prima agricola, quest’ultima deve rappresentare, nell’ambito del progetto d’investimento, un quantitativo non prevalente (inferiore al 50%) rispetto al totale della materia prima che si intende lavorare/trasformare.

Possono partecipare al bando anche le aziende che esercitano la sola attività agricola, che, a seguito del progetto di investimento, effettuino la lavorazione e/o trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli come attività prevalente.

In ogni caso, i richiedenti devono soddisfare i seguenti requisiti indicati nel bando:

– aver già costituito, aggiornato e validato il fascicolo aziendale;

– nel caso di progetti il cui prodotto trasformato non sono ricompreso nell’Allegato I del Tfue, non devono essere: “grandi imprese” ai sensi del Regolamento (Ue) n. 702/2014; “imprese in difficoltà”, così come definite dall’art. 2, punto 14, del Reg. (Ue) n. 702/2014, e imprese che hanno ricevuto e non restituito aiuti giudicati incompatibili con il mercato unico europeo dalla Commissione (clausola Deggendorf – Aiuto illegittimo).

Ai fini dell’eleggibilità della domanda di sostegno, il bando fissa le seguenti condizioni:

– gli investimenti devono essere realizzati su immobili nella disponibilità del richiedente (proprietà, diritto reale, diritto personale di godimento, con esclusione del comodato d’uso); la disponibilità deve risultare, per un periodo pari ad almeno 8 anni dalla data di presentazione della domanda di sostegno, da contratto registrato (o atto aggiuntivo al contratto stesso, analogamente registrato);

– i progetti aziendali devono riguardare la fase di lavorazione e/o trasformazione e la commercializzazione dei prodotti in entrata ricompresi nell’Allegato I del Tfue ed esclusivamente nell’ambito delle filiere ortofrutticola, florovivaistica, vitivinicola, olivicola-olearia, cerealicola, della carne, lattiero-casearia e delle piante medicinali e officinali; il prodotto ottenuto dalla trasformazione (in uscita) potrà essere un prodotto non elencato nell’Allegato I del Tfue;

– i progetti aziendali devono garantire: l’utilizzo di materia prima di provenienza extra-aziendale per una quota superiore al 50% della materia prima che l’impresa intende lavorare e/o trasformare e commercializzare; una partecipazione adeguata dei produttori agricoli ai vantaggi economici che derivano dagli investimenti (tale garanzia si riscontra quando la materia prima è fornita direttamente dai produttori agricoli per una quota superiore al 50% della quantità totale annua acquistata dall’impresa beneficiaria; la materia prima potrà essere acquistata anche fuori regione, ma comunque all’interno dell’Unione europea);

– i progetti aziendali devono essere sostenibili dal punto di vista economico-finanziario (tale requisito è soddisfatto se “il rapporto tra il costo totale del progetto proposto ed il patrimonio netto è inferiore o uguale a 3”).

Sono ammissibili al contributo le seguenti categorie di spesa:

a) costruzione o miglioramento di immobili destinati esclusivamente alle attività di lavorazione e/o trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli quali opifici, depositi, locali per la vendita diretta e uffici (queste ultime due tipologie di immobili devono essere localizzate all’interno del sito produttivo);

b) acquisto di nuovi impianti, macchinari e attrezzature: impianti, macchinari e attrezzature finalizzati alla lavorazione e trasformazione dei prodotti agricoli; macchinari innovativi che utilizzino le tecnologie del modello industria 4.0 di cui all’allegato A della legge n. 232 dell’11 dicembre 2016; impianti finalizzati al risparmio idrico (riutilizzo/riciclaggio delle acque di processo) e alla produzione di energia da fonti rinnovabili, strettamente connessi al soddisfacimento dei nuovi fabbisogni energetici emergenti dalla realizzazione dell’investimento ammesso a finanziamento e da utilizzare esclusivamente per esigenze aziendali, ricordando che:

– gli impianti finalizzati alla produzione di energia da fonti rinnovabili devono rispettare i criteri minimi di efficienza previsti dalla normativa in materia e non comportare occupazione di suolo agricolo;

– gli investimenti riferiti ai generatori di calore e a impianti di cogenerazione alimentati da biomasse sono ammissibili purché: utilizzino prevalentemente biomassa da scarti di produzione; non utilizzino biomassa da produzioni agricole a questo dedicate, come stabilito dal decreto legislativo n.152 del 3 aprile 2006; non utilizzino biomassa classificabile come rifiuto ai sensi della normativa ambientale vigente in materia di rifiuto (d.lgs. n.152/2006);

– gli investimenti in impianti il cui scopo principale è la generazione di energia elettrica da biomassa sono ammissibili al finanziamento a condizione che sia recuperata una percentuale minima pari al 50% dell’energia termica totale prodotta dall’impianto, in conformità a quanto disposto dal Reg. (Ue) n. 807/2014 (art.13 comma 1 lett. d) );

– sono finanziabili le sole spese per il vano di carico isotermico o refrigerato dei mezzi di trasporto connessi al ciclo produttivo aziendale;

c) acquisto di programmi informatici: programmi informatici; investimenti immateriali che utilizzano le tecnologie del modello industria 4.0 di cui all’allegato B della legge n. 232/2016; piattaforma e-commerce progettata con un determinato contenuto minimo in termini di moduli/funzionalità (gestione magazzino, gestione listino prezzi, offerte e pagamenti, gestione clienti/vendite; ottimizzazione per dispositivi mobili); altri programmi informatici;

d) spese generali: entro i massimali indicati nel bando (le spese generali non sono riconosciute sugli investimenti immateriali: programmi informatici, brevetti e licenze).

L’aiuto è concesso sotto forma di contributo in conto capitale sulla spesa ammissibile. La spesa massima ammissibile per progetto e per soggetto beneficiario è pari a 3 milioni di euro mentre l’entità del sostegno è fissata nella misura del 50% del costo dell’investimento.

Nel caso in cui il prodotto trasformato non sia ricompreso nell’Allegato I del Tfue, il sostegno è accordato solo alle Pmi, nel rispetto di quanto previsto all’art. 44 del Regolamento (Ue) n. 702/2014, con le seguenti aliquote: 45% per le micro e piccole imprese; 35 % per medie imprese.

Il termine ultimo per il rilascio delle domande di sostegno sul portale Sian è fissato al 7 novembre 2022, ore 16.00.

 

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Foto tratta da pixabay.com