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Decreto Sostegni: le misure per l’agricoltura

Nella Gazzetta Ufficiale n. 70 del 22 marzo è stato pubblicato il decreto-legge n. 41 del 22 marzo 2021 (decreto Sostegni), che contiene una serie di misure a favore delle imprese agricole colpite dalla crisi da Covid-19. Ecco le principali.

  • Contributi a fondo perduto

E’ previsto un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti titolari di partita Iva, residenti o stabiliti nel territorio dello Stato, che producono reddito agrario.

Possono accedere al contributo esclusivamente i soggetti titolari di reddito agrario di cui all’articolo 32 del Testo unico delle imposte sui redditi (approvato con decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 22 dicembre 1986). Inoltre l’attività non deve risultare cessata alla data di entrata in vigore del decreto Sostegni e la partita Iva non deve essere stata attivata dopo l’entrata in vigore del decreto.

Altro requisito per accedere al contributo è la riduzione di almeno il 30 per cento dell’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019.

L’importo del contributo a fondo perduto è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019.

Queste le percentuali da applicare per la determinazione dell’ammontare del contributo: 60% per i soggetti con ricavi e compensi non superiori a 100mila euro; 50% per i soggetti con ricavi e compensi superiori a 100mila euro e fino a 400mila euro; 40% per i soggetti con ricavi e compensi superiori a 400mila euro e fino a 1 milione di euro; 30% per i soggetti con ricavi e compensi superiori a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro; 20% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro.

L’importo del contributo non potrà essere superiore a 150mila euro. Le domande vanno presentate dal 30 marzo 2021.

  • Esonero contributivo

La novità riguarda le aziende delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura, comprese quelle produttrici di vino e birra e quelle con codici Ateco elencati all’allegato 3 del decreto-legge n. 137 del 28 ottobre 2020 (decreto Ristori), convertito con modificazioni dalla legge n. 176 del 18 dicembre 2020, nonché gli imprenditori agricoli professionali, i coltivatori diretti, i mezzadri e i coloni. Grazie ad uno stanziamento di 300 milioni per l’anno 2021, è stato esteso al mese di gennaio 2021 l’esonero dal versamento a carico dei datori di lavoro dei contributi previdenziali e assistenziali, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Inail, previsto dal decreto Ristori per il solo mese di dicembre 2020.  L’esonero sarà riconosciuto nel rispetto della disciplina dell’Unione europea in materia di aiuti di Stato come definita, in particolare, dal “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del Covid-19”.

  • Fondi per le filiere

La dotazione finanziaria del Fondo per lo sviluppo e il sostegno delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura, istituito dalla legge di Bilancio 2021 (legge n. 178 del 30 dicembre 2020), è stata incrementata, per l’anno 2021, di 150 milioni di euro.

Salgono così a 300 milioni le risorse stanziate per accrescere la competitività, la qualità della produzione, la qualità e quantità dei livelli occupazionali, favorendo le migliori forme di organizzazione di filiera.

“Tale rifinanziamento – si legge nella relazione illustrativa del decreto – si rende necessario a fronte del perdurare delle misure restrittive adottate per contenere il diffondersi del virus da Covid-19 e della conseguente necessità di approntare misure di ristoro e sostegno per le imprese appartenenti alle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura. Le suddette misure saranno specificamente individuate mediante uno o più decreti del Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, d’intesa con la Conferenza Stato-regioni, i quali definiranno i criteri e le modalità di attuazione del Fondo”.