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Pac, Piano strategico nazionale: riunione della Cpa su governance ed eco-schemi

Ieri, 25 novembre 2021, si è riunita a Roma la Commissione Politiche agricole (Cpa) della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome: tra i numerosi temi al centro dell’incontro, la governance all’interno del Piano strategico nazionale per la Politica agricola comune (Pac) 23-27.

L’assessore all’Agricoltura della Regione Campania, Nicola Caputo, ha fatto il punto sulla riunione in un post pubblicato su Facebook. Nel suo intervento, Caputo ha posto l’accento sul “ruolo che dovrà svolgere la costituenda cabina di regia, prevista dal documento in bozza proposto dal Ministero delle Politiche agricole e, in particolare, nei rapporti con il Comitato di sorveglianza che, ritengo, debbano caratterizzarsi per una forte sinergia e continuo scambio simbiotico” e sulla necessità che il Ministero formalizzi “nell’ambito del documento di governance, le ‘regole’ di interfaccia con la Commissione europea ed il ruolo delle Regioni, che deve essere centrale e di affiancamento, anche fisico, nelle interlocuzioni Regioni-Roma-Bruxelles quando le tematiche sono di competenza di una singola Regione”.

I lavori, come ha ricordato l’assessore, sono proseguiti “sugli ‘interventi’ a valere sul Primo Pilastro e gli eco-schemi, con alcuni importanti focus: sui pagamenti diretti, come sostegno di base alla zootecnia, su cui abbiamo condiviso di mantenere inalterato il valore dei 300 euro ed il valore massimo del titolo, al 2026, a 2mila euro con l’inserimento dello stop loss al 30%; sulla Convergenza, all’85%, fino al 2026, come previsto da Regolamento; sul Redistributivo, per il quale ho fortemente sostenuto che, per questo intervento compensativo, vada individuata una dimensione massima aziendale che potrebbe coincidere o con il doppio del valore di 14 ettari (media nazionale) o, alternativamente, come pagamento puro per aziende fino a 14 ettari”.

“Abbiamo poi discusso – ha aggiunto Caputo – del pagamento compensativo per i giovani agricoltori, che proponiamo di spostare sul Secondo Pilastro, a cui chiediamo di trasferire poi le risorse in base al prelievo. Importante anche la chiave di lettura politica data per gli interventi agro-ambientali per i quali chiederemo al Ministero, come già fatto nella programmazione 2007-2013, di provvedere alla totale copertura degli interventi previsti”.

L’incontro ha visto gli assessori all’Agricoltura confrontarsi in modo approfondito sugli eco-schemi. “Abbiamo concordato – ha affermato Caputo nel post – di presentare al ministro Patuanelli, nel corso dell’incontro in programma il 1° dicembre, la nostra proposta articolata su quattro punti cardini: riduzione degli eco-schemi; adeguamento ambientale; demarcazione tra Primo e Secondo Pilastro del Biologico e dell’Integrato; integrazione della zootecnia di montagna e dì pascolo nell’eco-schema della Zootecnia, da me fortemente sostenuta per la nostre aree interne della fascia appenninica”.

“Molto dibattuta – ha aggiunto Caputo – è stata la proposta per la linea di demarcazione del Biologico anche alla luce del fatto che Bruxelles ha rifiutato, nell’ambito degli eco-schemi, i ‘Servizi ecosistemici sul Biologico’. Peraltro, abbiamo stilato una duplice proposta da portare sul tavolo ministeriale: la prima, che prevede la fase di ‘introduzione’ al Biologico sul Primo Pilastro ed il ‘mantenimento’ sul Secondo Pilastro; la seconda prevede, invece, l’integratore di base Sqnpi (Sistema di qualità nazionale produzione integrata) sul Primo Pilastro ed il Biologico sul Secondo Pilastro; invece, per l’inerbimento di colture permanenti c’è stata una condivisione unanime”.

“Da oggi – ha sottolineato l’assessore – ci dedicheremo alla difesa delle prerogative della nostra Regione relativamente al Feasr”, fronte sul quale “si prefigura uno scenario addirittura peggiore” di quello che ha visto, nei mesi scorsi, le Regioni del Mezzogiorno condurre una battaglia sui criteri di riparto per il periodo di transizione 21-22 (per saperne di più clicca QUI).

“Nel mio intervento – ha concluso Caputo nel post – ho chiesto che, nell’individuazione dei criteri oggettivi per il riparto, si dovrà tener conto degli obiettivi che il Feasr si pone, vale a dire: stimolare la competitività nel settore agricolo; garantire che le risorse naturali siano gestite in modo sostenibile e che le misure volte a far fronte ai cambiamenti climatici siano attuate efficacemente; raggiungere uno sviluppo territoriale equilibrato delle zone rurali in tutta l’Unione europea, compresi la creazione e il mantenimento di posti di lavoro. Ho anche precisato la necessità di individuare un limite alle perdite delle Regioni, una stop loss che consenta a tutte le Regioni di non registrare perdite eccessive”.