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Psr Campania, bandi: 1 milione per potenziare le infrastrutture verdi

Grazie alla tipologia d’intervento 4.4.2 del Psr, la Regione Campania mira a migliorare le condizioni del territorio in un’ottica agro-climatica-ambientale, perseguendo il raggiungimento di un soddisfacente stato di conservazione della biodiversità in quanto un ambiente dotato di un adeguato grado di diversità biologica reagisce più attivamente alle repentine variazioni atmosferiche e climatiche.

Per conseguire l’obiettivo, l’Amministrazione regionale sostiene la realizzazione di interventi volti alla creazione e/o ripristino e/o ampliamento di infrastrutture verdi e specifici elementi del paesaggio agrario in aree degradate e/o coltivate, con particolare riguardano alle aree che ricadono nella “Rete Natura 2000” e ad altre aree di grande pregio paesaggistico e ambientale caratterizzate da un’agricoltura definita “eroica” perché svolta in condizioni estreme (per pendenze o altimetrie, su terrazzi o gradoni, etc.) rispetto alla coltivazione tradizionale e che, pertanto, richiedono interventi mirati. Si punta, in buona sostanza, a garantire la continuità di un’agricoltura attiva in sistemi colturali impegnativi, di pregevole qualità e che si scontra con la difficoltà, crescenti negli anni, ad investire adeguati capitali per la conservazione delle proprie sistemazioni idraulico-agrarie.

Con decreto dirigenziale n. 276 dell’11 luglio 2022 è stato approvato il bando degli interventi B) e C) della tipologia 4.4.2.

Il bando ha una dotazione finanziaria di 1 milione di euro e trova applicazione sull’intero territorio regionale limitatamente ai terreni agricoli. Oltre alle superfici boschive, sono escluse le superfici agricole che necessitano di ripristino bonifica in conseguenza di attività illecite o che sono state individuate come potenzialmente contaminate (suoli agricoli di cui all’allegato 6 della delibera di Giunta regionale n. 626 del 29 dicembre 2020).

In particolare, l’intervento B) prevede il ripristino e/o creazione e/o l’ampliamento di fasce tampone vegetate – intese come formazioni lineari di vegetazione erbacea, arborea e/o arbustiva frapposte fra le coltivazioni ed i corsi d’acqua – e si propone di tutelare le acque dai nutrienti azotati nel più articolato obiettivo di miglioramento della qualità delle acque.

Poste principalmente, ma non solo, lungo il reticolo idrografico minore, le fasce tampone hanno la possibilità di intercettare i deflussi superficiali e sub-superficiali dell’acqua direzionati dalla fonte di inquinamento verso il corpo idrico accettore, agendo efficacemente da filtro nei confronti degli inquinanti veicolati dalle acque con un’efficacia di rimozione di azoto variabile dal 50% al 100%.

L’intervento C) prevede il ripristino e/o la creazione e/o l’ampliamento di siepi e/o filari (sotto-intervento C1) e boschetti (sotto-intervento C2) al fine di aumentare la complessità dell’ecosistema, arricchirlo e diversificare il paesaggio rurale, potenziando le reti ecologiche e creando luoghi di rifugio e riproduzione della fauna selvatica. Svolgono, quindi, un’importante azione di salvaguardia della biodiversità sia vegetale che animale.

Per siepe si intende una struttura vegetale, appartenente al contesto floristico e vegetazionale della zona, ad andamento lineare, con distanze irregolari di impianto, preferibilmente disposta su più file, con uno sviluppo verticale pluristratificato legato alla compresenza di specie diverse e come mantenuta libera dalle coltivazioni agrarie.

Si considera filare una formazione vegetale ad andamento lineare e regolare, generalmente a fila semplice o doppia, composta da specie arboree governate ad alto fusto e/o a ceduo semplice comprendente almeno 15 individui ogni 100 metri.

Per boschetto (fasce o macchie boscate) si intende una struttura vegetale plurispecie, ad andamento lineare (fascia boscata) continuo o discontinuo o di forma varia (macchia boscata), con sesto di impianto irregolare e sviluppo verticale pluristratificato legato alla compresenza di specie erbacee, arbustive ed arboree appartenenti al contesto floristico e vegetazionale della zona.

Possono presentare domanda di sostegno: gli agricoltori singoli (ditta individuale, società a responsabilità limitata, società a responsabilità limitata con un unico socio, società per azioni, società in accomandita per azione, società in accomandita semplice, società in nome collettivo, società semplice); per interventi su particelle contigue, le associazioni temporanee tra gli agricoltori possessori delle particelle stesse nella forma di Associazione temporanea di scopo (Ats) / Associazione temporanea d’impresa (Ati), costituita o costituenda (entro e non oltre il provvedimento di concessione); i proprietari fondiari privati (persona fisica); i gestori del territorio (amministrazione dello Stato, ente pubblico non economico, istituto, scuola e università pubblica); le Province e i Comuni, i Parchi nazionali e regionali, i Consorzi di bonifica.

Il richiedente deve essere in possesso di superfici agricole nel territorio amministrativo della Regione Campania sulle quali si intende realizzare l’investimento. Il possesso deve risultare da contratto registrato (o atto aggiuntivo al contratto stesso, analogamente registrato) dal quale sia verificabile la disponibilità giuridica del bene per un periodo pari ad almeno 8 anni dalla data di presentazione della domanda di sostegno, durata necessaria per la realizzazione dell’intervento e garantire la manutenzione in efficienza dei beni per 5 anni dalla liquidazione del saldo del contributo concesso. Fra i titoli di possesso ammissibili per l’accesso al sostegno rientrano le “concessioni e locazioni di beni immobili demaniali” mentre sono esclusi il comodato e i terreni in fida pascolo.

Tra gli altri requisiti richiesti:

– nel caso di agricoltore singolo: essere in possesso di partita Iva ed essere iscritti nel registro delle imprese agricole della Camera di Commercio;

– nel caso di agricoltore associato in Ats/Ati: essere in possesso delle particelle contigue oggetto dell’intervento (le particelle sono ritenute contigue quando sono confinanti tra loro o separate da un solo elemento strutturale lineare, quale strada poderale, sentiero o canale d’acqua);

– nel caso di proprietario fondiario privato: essere proprietario (titolo di proprietà) con disponibilità del bene su cui intende realizzare l’intervento (disponibilità riscontrabile da fascicolo aziendale).

Nel caso, infine, di beneficiari pubblici possono essere oggetto di finanziamento solo le superfici di proprietà pubblica appartenenti a Stato, Regione, Comuni, Parchi, ecc. e aree di proprietà o in gestione ai Consorzi di bonifica.

Sono ammissibili al finanziamento esclusivamente:

– le spese per gli investimenti materiali previsti dagli interventi B) e C) che rientrano nelle seguenti categorie: movimenti terra e operazioni di modellazione del terreno; dissodatura della superficie; preparazione del terreno (ripuntature, letamazione, fresatura); acquisto e messa a dimora di piante;

– le spese generali nei limiti dell’importo della spesa ammessa, così come riportate nella versione 4.0 delle Disposizioni generali per le misure non connesse alla superficie e/o agli animali (paragrafo 12.4.3 “Spese generali”).

Il sostegno è concesso sotto forma di contributo in conto capitale sulla spesa ammissibile. L’intensità del sostegno è fissata nella misura del 100% della spesa ammissibile di progetto, entro un importo massimo di 250mila euro. L’importo massimo è elevato a 300mila euro per ogni associato nel caso di Ats/Ati per interventi su particelle contigue.

È facoltà dei richiedenti presentare progetti superiori ai suindicati massimali, fermo restando che il contributo concedibile sarà calcolato nel rispetto dei limiti massimi di spesa e che la somma eccedente il limite massimo previsto per il singolo intervento resterà a carico del richiedente.

È consentita la presentazione di una sola domanda di sostegno e per uno solo degli interventi B) e C).

Il termine ultimo per la presentazione delle domande di sostegno sul portale Sian è fissato al 12 agosto 2022.

 

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Foto tratta da pixabay.com