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Dris, assessore Caputo: la filiera agricola al centro del programma della Regione

“Un importante passo verso la Nuova Programmazione 2021-2027 è stato compiuto con l’approvazione in Giunta del Documento Regionale di Indirizzo Strategico (Dris) nel quale – spiega l’assessore all’Agricoltura, Nicola Caputo – siamo riusciti a riportare al centro del programma di governo regionale il ruolo della filiera agricola e di quella ittica”.

“Si rende necessario – sottolinea Caputo – procedere attraverso l’integrazione e la complementarietà fra i fondi per garantire il pieno soddisfacimento dei bisogni quali la competitività, l’occupazione e lo sviluppo sostenibile attraverso processi attuativi di programmazione sinergici, efficaci ed efficienti che si adeguino alle nuove condizioni del mercato del lavoro e al rafforzamento e il miglioramento del sistema di concorrenza a livello mondiale”.

La Regione Campania intende rafforzare la competitività del settore agroalimentare sostenendo, come recita il Dris, “gli investimenti delle imprese tesi alla realizzazione di innovazioni di processo e prodotto, alla valorizzazione dell’agricoltura di precisione e alla transizione verso un’agricoltura sostenibile nel rispetto della biodiversità e del benessere animale”.

Inoltre si dovranno incentivare, si legge sempre nel documento, “gli investimenti delle imprese che scelgono di perseguire una strategia competitiva orientata alla diversificazione e alla multifunzionalità” e “l’integrazione di filiera e la maggiore cooperazione tra gli attori”, facendo leva sui “principi di specialità e tipicità, di salubrità e sicurezza alimentare dei prodotti” e incentivando la caratterizzazione qualitativa delle produzioni agricole attraverso il miglioramento del posizionamento dei prodotti di qualità e ad alto contenuto di tipicità e la valorizzazione delle produzioni ad indicazioni geografiche, “vero punto di forza dell’economia agricola campana”.

L’Amministrazione regionale dovrà anche affrontare la sfida dei cambiamenti climatici per salvaguardare la produttività, la qualità delle produzioni e la sicurezza alimentare, e puntare ad una gestione sostenibile della ‘risorsa’ acqua. Inoltre sarà chiamata a promuovere lo sfruttamento e l’utilizzo della biomassa forestale in maniera sostenibile ed efficiente e a favorire il ricambio generazionale in agricoltura, mettendo a disposizione terre recuperate all’abbandono e nella disponibilità della Regione e degli altri gli enti pubblici anche nelle aree periurbane.

Il Dris pone infine l’accento sull’importanza di introdurre strumenti per la gestione del rischio in quanto “gli eventi catastrofici, a seguito dei cambiamenti climatici, e la volatilità dei prezzi, nel mercato globalizzato, minacciano la redditività aziendale” nonché di potenziare e differenziare gli strumenti già a disposizione delle imprese agricole e agro-industriali e sviluppare nuovi modelli di ingegneria finanziaria per favorire l’accesso al credito.

Gli indirizzi strategici di politica agricola regionale contenuti nel Dris sono stati formulati tenendo anche conto dei fabbisogni che sono emersi dal post-pandemia Covid-19, in uno scenario ancora in evoluzione in quanto il Psr 2014-20, come è noto, risulta essere prorogato fino al 2022 e il nuovo Programma è in fase di definizione.

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