Csr Campania 23-27, bandi: 16 milioni per la divulgazione agricola e la diffusione delle innovazioni
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Con decreto dirigenziale n. 83 del 23 marzo 2026 la Regione Campania ha approvato l’avviso pubblico per la selezione di partenariati per la realizzazione e gestione dei ‘Centri territoriali per la Divulgazione agricola e la Diffusione delle innovazioni’ (CeDaDi) nell’ambito dell’intervento [SRG09] Cooperazione per azioni di supporto all’innovazione e servizi rivolti ai settori agricolo, forestale e agroalimentare del Csr 23-27.
L’intervento [SRG09] sostiene la creazione di partenariati volti alla realizzazione di azioni di supporto all’innovazione e all’erogazione di servizi diretti ai settori agricolo, forestale e agroalimentare, che dovranno offrire risposte sistemiche alle esigenze/problemi delle imprese e dei territori rurali.
I partenariati devono avere i seguenti obiettivi: far emergere le idee innovative in risposta ai fabbisogni delle imprese; migliorare i processi di formazione, informazione e la diffusione delle conoscenze; favorire i processi di condivisione e adozione delle innovazioni; collegare gli attori dell’Akis (acronimo di ‘Agricultural Knowledge and Innovation System’, in italiano ‘Sistema della conoscenza e dell’innovazione in agricoltura’).
Con l’avviso approvato con decreto n. 83/2026 si intendono selezionare i partenariati e le proposte progettuali per la realizzazione e gestione di 10 ‘Centri territoriali per la Divulgazione agricola e la Diffusione delle innovazioni’ (CeDaDi), così suddivisi per macroaree/specializzazioni/sedi operative:
– 3 Centri per la macro-area ‘Zootecnia e produzioni di origine animale’, di cui 2 per la specializzazione ‘Zootecnia intensiva’, con sedi operative a Napoli/Caserta e Salerno, e 1 per la ‘Zootecnia estensiva’, con sede operativa ad Avellino/Benevento;
– 3 Centri per la macro-area ‘Ortoflorofrutticoltura’, di cui 2 per la specializzazione ‘Ortoflorofrutticoltura intensiva’, con sedi operative a Napoli/Caserta e Salerno, e 1 per ‘Frutta in guscio, castagne e marroni’, con sede operativa ad Avellino;
– 1 Centro per la macro-area ‘Cerealicoltura e colture industriali’, specializzazione ‘Cereali, oleaginose, tabacco, canapa, etc.’, con sede operativa a Benevento;
– 3 Centri per la macro-area ‘Colture mediterranee (vite e olivo)’, specializzazione ‘Vite, olivo, altre colture legnose tipiche dell’ambiente’, con sedi operative ad Avellino/Benevento, Salerno e Napoli/Caserta.
I CeDaDi avranno funzioni di supporto all’innovazione ed erogazione di servizi rivolti ai settori agricolo ed agroalimentare con l’obiettivo di facilitare l’incontro e la creazione di reti di collaborazione fra gli operatori del settore agroalimentare e gli altri attori dell’Akis nonché favorire una maggiore integrazione tra loro e supportare l’adozione di soluzioni innovative da parte delle imprese.
Inoltre l’attività dei CeDaDi dovrà essere coerente con gli obiettivi chiave della Politica agricola comune (Pac), vale a dire: garantire un reddito equo agli agricoltori; aumentare la competitività; migliorare la posizione degli agricoltori nella filiera alimentare; agire per contrastare i cambiamenti climatici; tutelare l’ambiente; salvaguardare il paesaggio e la biodiversità; sostenere il ricambio generazionale; sviluppare aree rurali dinamiche; proteggere la qualità dell’alimentazione e della salute; promuovere le conoscenze e l’innovazione.
I CeDaDi saranno il riferimento per lo sviluppo e la diffusione delle innovazioni del Partenariato europeo per l’innovazione in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura (Pei-Agri) nonché destinatari, ove previsto, dei servizi sostenuti dall’intervento [SRHo6] Servizi di back office per l’Akis del Csr 23-27.
Il sostegno sarà riconosciuto per investimenti localizzati sull’intero territorio regionale ovvero le azioni del “progetto di innovazione” devono essere realizzate sul territorio della regione Campania. Nel caso di interventi immateriali, l’ammissibilità all’aiuto è in funzione della sede legale e/o operativa del soggetto richiedente (azienda destinataria).
I partenariati selezionati dovranno disporre di una o più sedi operative, dislocate in modo coerente rispetto alla macroarea in cui si intende operare. Anche la composizione del partenariato dovrà essere coerente con la macroarea prescelta.
L’avviso ha una dotazione finanziaria pari a 16 milioni di euro.
I CeDaDi perseguono gli obiettivi attraverso la realizzazione di proposte progettuali – elaborate da partenariati pubblici e/o privati in posesso di specifici requisiti – che descrivono le modalità di erogazione dei servizi e le strutture rese disponibili, volte al supporto all’innovazione nei settori agricolo e agroalimentare rispetto alla macroarea di riferimento.
I progetti devono prevedere la realizzazione di almeno una delle seguenti attività:
– realizzazione e gestione di punti di ascolto, accoglienza e incubatori di idee per le imprese, allo scopo di far emergere e individuare le idee innovative;
– organizzazione di interventi formativi, informativi, dimostrativi e di consulenza, integrati tra loro e diretti alle imprese;
– accompagnamento alla nascita o potenziamento di aziende dimostrative e realizzazione su piccola scala di prove sperimentali e di collaudo dell’innovazione, e scambi di conoscenze “peer to peer” anche a supporto dell’attività di cui ai punti precedenti.
Le proposte progettuali possono prevedere almeno una delle tipologie di servizi sopra indicate; tuttavia, la presenza di tutte e tre le tipologie è oggetto di valutazione premiale.
Le aziende destinatarie saranno imprese agricole e agroalimentari, che fruiranno dei servizi dei CeDaDi secondo principi di imparzialità, trasparenza, rotazione, ottimizzazione delle risorse; non dovranno necessariamente socie del partenariato, ma coerenti con la macroarea di specializzazione.
Le attività svolte dai CeDaDi dovranno essere programmate e registrate sulla piattaforma Akis resa disponibile dall’Amministrazione regionale, con funzione di monitoraggio, controllo e rendicontazione.
Le proposte progettuali possono essere presentate da partenariati pubblici e/o privati, costituiti o di nuova costituzione, formati da almeno due soggetti giuridici diversi, appartenenti almeno a due categorie fra le seguenti:
– enti di formazione riconosciuti ai sensi del decreto dirigenziale n. 621/23 e s.m.i.;
– enti di consulenza riconosciuti ai sensi del decreto n. 621/23 e s.m.i.;
– enti di ricerca;
– università;
– scuole di studi superiori universitari pubblici e privati;
– istituti tecnici superiori; istituti di istruzione tecnici e professionali;
– altri soggetti pubblici e privati attivi nell’ambito dell’Akis;
– altri soggetti operanti nel settore agricolo e alimentare rilevanti per il raggiungimento degli obiettivi del progetto di cooperazione (es. Gruppi operativi).
Nel decreto n. 83/2026 di approvazione dell’avviso pubblico si ritiene che il corretto funzionamento dei Centri rispetto agli obiettivi dell’intervento [SRG09] sia assicurato dalla presenza delle seguenti tipologie di soggetti:
– enti di formazione riconosciuti ai sensi del decreto dirigenziale n 621/23 e s.m.i.;
– enti di consulenza riconosciuti ai sensi del decreto n. 621/23 e s.m.i.;
– enti di ricerca pubblici (dipartimenti e centri) e privati;
– soggetti rappresentativi del sistema produttivo (associazioni di imprenditori agricoli e cooperative agricole, organizzazioni di produttori (Op) e Associazioni di organizzazioni di produttori (Aop).
L’ente di formazione che partecipa al CeDaDi deve avere, a pena di esclusione, una sede operativa situata nell’ambito territoriale per cui si candida e riconosciuta per le attività di formazione ai sensi del decreto dirigenziale n. 621/23 e s.m.i.. È fatta salva la possibilità di avvalersi di spazi idonei esterni all’ente solo ed esclusivamente per gli enti che svolgono attività in spazi esterni temporanei suscettibili di mutamento (ad esempio: campi dimostrativi, ecc.), comunque conformi alla normativa vigente in materia di igiene e sicurezza.
Possono presentare domanda di accesso alla selezione (Allegato 1 dell’avviso) anche partenariati non ancora costituiti, purché presentino un accordo di cooperazione nel quale siano esplicitati alcuni aspetti indicati alla pag. 12 dell’avviso.
Gli enti di formazione, gli organismi di consulenza e i soggetti impegnati nelle attività informative e dimostrative possono partecipare ad una sola proposta progettuale mentre le aziende di produzione primaria in forma singola o associata (socie di Op, cooperative, associazioni di produttori) possono partecipare ad una sola proposta progettuale per macroarea di specializzazione.
La forma di sostegno prevista dall’intervento [SRG09] è la sovvenzione in conto capitale a copertura sia delle spese per la gestione della cooperazione che delle spese di investimento (forme previste: rimborso delle spese effettivamente sostenute da un beneficiario; somme forfettarie; costi unitari).
Sono ammissibili le seguenti categorie di spesa: costi per attività preparatorie compresi l’animazione e la definizione dei fabbisogni; costi diretti di esercizio della cooperazione; costi amministrativi e legali per la costituzione del gruppo di cooperazione; costi diretti specifici del progetto di attività e necessari per la sua attuazione; costi indiretti.
La spesa massima ammissibile complessiva per ciascun CeDaDi è fissata in € 1.604.225,00, con un contributo pubblico pari al 100%. Tale importo è articolato in tre annualità, ciascuna compresa tra un minimo di € 400.000,00 e un massimo di € 600.000,00, fermo restando il suindicato massimale complessivo. A ciascuna annualità corrisponde uno specifico piano di attività e la relativa domanda di sostegno.
L’erogazione del contributo relativo alle annualità successive è subordinata alla verifica del corretto svolgimento delle attività previste nell’annualità precedente. È prevista la possibilità di accedere ad un’anticipazione fino al 50% dell’importo del sostegno concesso a fronte dell’accensione di idonea garanzia finanziaria, di importo corrispondente al 100% dell’importo anticipato.
L’avviso pubblico prevede due fasi:
– fase 1) presentazione della proposta progettuale tramite la piattaforma regionale Siarc, la cui disponibilità sarà comunicata mediante apposita news sul portale regionale Agricoltura e su questo portale;
– fase 2) presentazione della proposta progettuale annuale e della domanda di sostegno.
La fase 1) si concluderà con l’approvazione e pubblicazione di una graduatoria di merito definitiva delle proposte progettuali per ciascuna delle macroaree/specializzazioni/sedi operative (sarà selezionata una proposta progettuale).
Accederanno alla fase 2) esclusivamente le proposte progettuali in posizione utile nella graduatoria di merito definitiva.
Il termine ultimo per la presentazione delle proposte (fase 1) è fissato alle ore 17.00 del 8 giugno 2026.
L’apertura dei termini iniziali per la presentazione delle proposte sarà resa nota con apposita news sul portale regionale Agricoltura e questo portale.
Per informazioni sull’avviso pubblico e la presentazione della domanda rivolgersi al responsabile dell’intervento dott. Nicola La Porta (mail: nicola.laporta@regione.campania.it).
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