Psr Campania: il valore aggiunto dell’approccio Leader nella programmazione 14-22
La misura 19 ‘Sostegno allo sviluppo locale Leader’ del Psr Campania 14-22 ha registrato una spesa di 116,3 milioni di euro, coinvolgendo 1.290 beneficiari e portando a conclusione 1.192 progetti.
Particolare rilievo ha assunto la tipologia di intervento 19.2.1, dedicata all’attuazione delle Strategie di sviluppo locale (Ssl) nei rispettivi areali di riferimento da parte dai 15 Gruppi di azione locale (Gal): Aisl (Irpinia Sannio – Cilsi), Alto Casertano, Alto Tammaro – Titerno, Casacastra, Cilento, Colline Salernitane, I Sentieri del Buon Vivere, Irpinia, Partenio, Serinese Solofrana, Taburno – Area Fortore, Terra è Vita, Terra Protetta, Vallo di Diano e Vesuvio Verde.
La tipologia 19.2.1 ha sostenuto complessivamente 1.272 progetti, dei quali il 92% è risultato concluso, con una spesa realizzata di 87,1 milioni di euro.
Nel complesso, i territori dei Gal hanno interessato 393 comuni, pari al 78% della superficie regionale, con una popolazione di 1.473.457 abitanti, pari a circa il 26% della popolazione campana e all’81% di quella residente nelle aree rurali.
I dati sono riportati nel Rapporto annuale di Valutazione 2026 del Psr, redatto da Lattanzio Kibs, soggetto incaricato del Servizio di Valutazione indipendente del Programma. Il Rapporto analizza l’utilizzo delle risorse e lo stato di attuazione degli interventi, valutando efficacia ed efficienza del Psr alla data del 31 dicembre 2025.
Il Rapporto rivela che, nell’ambito della tipologia 19.2.1, il Gal Terra Protetta ha registrato la più elevata capacità di spesa, con il 100% delle risorse disponibili erogate. Seguono il Gal Vallo di Diano con il 99%, i Gal Casacastra e Irpinia, entrambi con il 98%, e il Gal I Sentieri del Buon Vivere, con il 91%. I risultati conseguiti mostrano che i Gal che hanno concentrato le proprie Strategie su un numero più ristretto di misure del Psr hanno raggiunto gli obiettivi prefissati con maggiore tempestività, conseguendo risultati più efficaci.
Su questi elementi si innesta la valutazione del valore aggiunto dell’approccio Leader in Campania, analizzato dal Valutatore indipendente attraverso un’indagine qualitativa che ha coinvolto 491 soggetti – 127 soci dei Gal e 349 beneficiari degli interventi – raggiunti attraverso due distinti questionari, ai quali si sono aggiunte 15 interviste in profondità ai direttori dei Gal.
Alla domanda “In che misura i Gal sono riusciti a generare valore aggiunto sul proprio territorio?” sono stati associati tre criteri di giudizio, corrispondenti ad altrettante dimensioni del valore aggiunto dell’approccio Leader identificate dalla Commissione europea.
Rafforzamento del capitale sociale e delle reti territoriali
Con riferimento al primo criterio, relativo al rafforzamento del capitale sociale per la governance delle Strategie di sviluppo locale, l’indagine ha evidenziato la capacità dei Gal di coinvolgere gli attori pubblici e privati dello sviluppo rurale presenti nei rispettivi territori, assicurando una composizione dei partenariati sufficientemente ampia e diversificata.
Su un totale di 645 soci dei 15 Gal, 430 erano privati, pari al 67% del totale, e 215 pubblici, corrispondenti al 33%. La composizione della compagine associativa ha presentato differenze significative tra i diversi Gal: nel Gal Cilento gli enti pubblici hanno rappresentato il 58% dei soci mentre nel Gal I Sentieri del Buon Vivere la società civile ha raggiunto la quota più elevata, pari al 72%.
Il settore agricolo ha detenuto la rappresentanza pi rilevante nei partenariati, in particolare nel Gal Irpinia, con il 47%, e nel Gal Alto Casertano, con il 37%. In 7 dei 15 GAL, invece, è risultata assente la rappresentanza del settore turistico.
A questo proposito, l’indice utilizzato per misurare l’equilibrio nella distribuzione delle diverse categorie all’interno dei partenariati, su una scala da 0 (presenza di una sola categoria) a 1 (tutte le categorie rappresentate nella stessa misura), ha registrato un valore medio di circa 0,35 tra i Gal analizzati. Il valore più elevato è stato rilevato nel Gal Irpinia, con un indice pari a 0,47, a indicare una distribuzione più equilibrata delle categorie che compongono il partenariato.
L’indagine ha messo inoltre in luce la capacità dei Gal di attivare e consolidare le reti territoriali favorendo il coinvolgimento della comunità locale nei processi di sviluppo. Ciò è avvenuto sia attraverso il rafforzamento delle relazioni esistenti sia mediante la costruzione di nuove collaborazioni su progettualità di interesse per il territorio, anche al di fuori della cornice del Psr.
Partecipazione allo sviluppo: il ruolo dell’animazione
In merito al secondo criterio – attivazione di dinamiche di sviluppo attraverso la partecipazione del territorio – l’indagine del Valutatore indipendente ha evidenziato il ruolo determinante delle attività di animazione promosse dai Gal, finalizzate a informare il territorio sulle opportunità offerte.
La quasi totalità dei Gal ha infatti utilizzato il massimale del 25% destinato a questa attività. In particolare, il Gal Partenio ha destinato all’animazione il 41% della dotazione della tipologia di intervento 19.4.1 mentre il Gal Vesuvio Verde è quello che, nell’ambito della medesima tipologia, ha destinato all’animazione l’importo più elevato, pari a 600.108,95 euro.
La maggioranza dei beneficiari intervistati (65%) ha dichiarato di aver partecipato agli incontri pubblici organizzati per la presentazione dei bandi e delle altre opportunità rivolte al territorio.
Il giudizio dei beneficiari sull’efficacia delle attività di animazione è fortemente positivo: l’84% ha ritenuto tali iniziative efficaci o molto efficaci sia nel favorire la partecipazione degli attori locali alle opportunità offerte dai Gal, sia nell’accompagnare i beneficiari nella gestione degli aspetti procedurali previsti dai bandi e nella realizzazione degli interventi.
Al tempo stesso, il 69% dei beneficiari ha auspicato un’attività di animazione più innovativa e inclusiva, evidenziando ulteriori margini di miglioramento soprattutto in relazione alle esigenze espresse dai soggetti privati.
Infine, l’indagine ha rilevato che tutti i siti web dei Gal hanno riportato le principali informazioni sulla governance e sui bandi, ma presentano alcune carenze nella descrizione dei progetti finanziati e nella pubblicazione delle Strategie. 5 Gal su 15 hanno pubblicato informazioni sui progetti finanziati ed il Gal Alto Tammaro è l’unico ad avere offerto un livello di dettaglio completo per sotto-misura.
Leader: un approccio abilitante per lo sviluppo rurale
Rispetto al terzo criterio di giudizio adottato dal Valutatore indipendente – i progetti Leader hanno contribuito positivamente ai percorsi di sviluppo delle aree rurali – l’indagine ha evidenziato come l’approccio Leader svolga un ruolo decisivo nel rafforzamento delle capacità progettuali del territorio.
Grazie a Leader, infatti, i fondi del Psr hanno raggiunto anche categorie di beneficiari – quali piccoli Comuni ed enti locali, piccole e micro imprese agricole, enti del terzo settore, associazioni di categoria ed enti di formazione – che incontrano maggiori difficoltà nell’accesso alle linee di finanziamento tradizionali a causa di barriere di natura dimensionale o tematica, ed hanno sostenuto iniziative non strettamente agricole, ma rilevanti per lo sviluppo delle aree rurali.
L’approccio Leader ha inoltre contribuito a concentrare gli interventi nelle aree rurali con maggiori problemi di sviluppo, in coerenza con la vocazione del Psr. Complessivamente, i comuni beneficiari dei fondi erogati dai Gal sono stati 163 nella macro-area C e 196 nella macro-area D.
Il ruolo decisivo dei Gal ha trovato ulteriore conferma nella capacità di facilitare l’accesso alle opportunità offerte dalle Strategie di sviluppo locale: solo l’11% dei beneficiari ha dichiarato di aver incontrato ostacoli nell’accesso ai fondi.
La valutazione positiva si riflette anche in altri due indicatori: per il 64% dei beneficiari il contributo del Gal è stato determinante per la realizzazione del proprio progetto, confermando il ruolo di Leader nel sostenere iniziative che, senza tale supporto, avrebbero incontrato maggiori difficoltà; inoltre, il 91% ha dichiarato l’intenzione di partecipare ai bandi e alle opportunità promosse dai Gal nell’ambito della programmazione 2023-2027.
Rispetto agli strumenti attuativi ordinari del Psr, l’applicazione dell’approccio Leader ha evidenziato un valore aggiunto nel perseguimento degli obiettivi di sviluppo delle aree rurali.
Le interviste ai direttori dei Gal hanno permesso di individuare tre principali elementi distintivi dell’approccio Leader: la specificità della strategia e la continuità rispetto alle precedenti programmazioni; gli strumenti operativi e le modalità di attuazione; i risultati conseguiti attraverso specifiche tipologie di intervento.
Con riferimento a questo primo elemento, i direttori hanno espresso un giudizio positivo sulla complementarità tra le Strategie di sviluppo locale e la strategia del Psr, di cui le Strategie dei Gal recepiscono i principi, declinandoli in funzione delle specificità territoriali. In particolare, è stata sottolineata la ‘sartorialità territoriale’ dell’approccio Leader, che consente di rispondere in modo più mirato alle esigenze locali rispetto agli strumenti ordinari, caratterizzati da un’impostazione generale e meno aderente alle specificità locali.
Il valore aggiunto delle Strategie Leader rispetto alla strategia generale del Psr emerge soprattutto nei risultati conseguiti. Grazie a un’azione di comunicazione e animazione capillare e alla vicinanza al tessuto produttivo locale, i Gal hanno favorito una maggiore partecipazione ai bandi da parte dei potenziali beneficiari e contribuito, in alcuni casi, a compensare le limitate disponibilità finanziarie dei bandi del Psr sostenendo anche soggetti che non avrebbero avuto accesso alle risorse stanziate dalla Regione.
Tra gli altri risultati significativi dell’approccio Leader si segnalano la capacità degli attori locali di lavorare in sinergia, il rafforzamento del senso di appartenenza territoriale e della competitività, l’impatto multisettoriale degli interventi, il consolidamento delle competenze nelle aree rurali, il maggiore avvicinamento dei territori periferici ai centri decisionali e la valorizzazione di risorse paesaggistiche spesso poco note.
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