Pac post 2027, ecco le priorità della Regione Campania per l’agricoltura
Costruire un modello di gestione agricola capace di coniugare competitività delle imprese, sostenibilità ambientale e ricambio generazionale: è questa, in sintesi, la priorità strategica che la Regione Campania intende portare al centro del confronto nazionale sulla Politica agricola comune 2028-2034.
La proposta è stata illustrata nel corso del forum “Futura Pac. La Pac post 2027 alla prova dei fatti. Territori, Mediterraneo e sicurezza alimentare europea. Il contributo delle Regioni del Mezzogiorno”, svoltosi a Matera lo scorso 11 giugno e promosso dalla Commissione europea (Direzione generale per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale – Dg Agri) e dal Ministero dell’Agricoltura, delle Foreste e della Sovranità alimentare (Masaf) nell’ambito della Rete nazionale della Pac con il coinvolgimento delle Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia.
Per la Regione Campania sono intervenuti l’assessora all’Agricoltura, Maria Carmela Serluca, e il direttore generale per le Politiche agricole, alimentari e forestali nonché Autorità di Gestione regionale del Csr 23-27, Luigi Riccio.
Il punto di partenza
La proposta della Regione Campania scaturisce da un’analisi delle peculiarità del sistema agricolo regionale, che restituisce un quadro articolato e non omogeneo: da un lato una realtà capace di esprimere eccellenze produttive riconosciute a livello nazionale e internazionale, dall’altro un comparto che continua a confrontarsi con fragilità strutturali e marcati squilibri territoriali.
La Campania, grazie alla presenza di filiere altamente specializzate – dalla Piana del Sele all’Agro Nocerino-Sarnese, dalla filiera bufalina al vitivinicolo, fino al florovivaismo – si conferma tra i principali motori dell’agroalimentare italiano. Nel periodo 2014-2024 l’export agroalimentare campano è cresciuto del 111%, raggiungendo i 5,7 miliardi di euro e collocando la regione al quinto posto in Italia. Particolarmente significativo il contributo della Mozzarella di Bufala Campana Dop, le cui esportazioni hanno registrato un incremento del 180% tra il 2014 e il 2023. Molto bene anche la filiera ortofrutticola e dell’ortofrutta trasformata, che ha contribuito al 37% dell’export agroalimentare regionale.
La Campania si distingue inoltre per la diffusione delle pratiche sostenibili, avendo già raggiunto e superato il target europeo della strategia Farm to Fork relativo al 25% di superficie agricola utilizzata (Sau) biologica. A rafforzarne il profilo competitivo contribuiscono anche la forte presenza di imprenditoria femminile agricola, che rappresenta il 39,8% delle aziende (secondo dato nazionale), l’incremento del 55% degli iscritti agli istituti agrari nell’ultimo decennio e un patrimonio forestale di oltre 491mila ettari, risorsa strategica anche in ottica di carbon farming.
Accanto a questi punti di forza, permangono tuttavia criticità rilevanti. La Campania registra una forte pressione antropica e un elevato consumo di suolo, risultando la terza regione italiana per superfici urbanizzate. Si evidenziano difficoltà nel ricambio generazionale, con una riduzione del 24% delle aziende condotte da giovani negli ultimi cinque anni, e un progressivo spopolamento delle aree interne.
Persistono, inoltre, significativi divari strutturali e formativi: il 60,7% dei conduttori agricoli possiede al massimo la licenza media e soltanto il 9% delle aziende risulta pienamente digitalizzato. A ciò si aggiunge una forte frammentazione del tessuto produttivo, caratterizzato da aziende di piccole dimensioni e con limitata capacità contrattuale. In molti comparti, infatti, i produttori si trovano a operare in mercati dominati da uno o pochi acquirenti, in condizioni di monopsonio o oligopsonio, che concentrano il potere negoziale e incidono significativamente sulla formazione dei prezzi e sulle condizioni di acquisto.
Le priorità
La strategia della Regione Campania si sviluppa lungo alcune direttrici fondamentali.
In primo luogo, la Campania intende portare nel dibattito nazionale sulla Pac post 2027 la necessità di sostenere e rafforzare le filiere di qualità – Dop, Igp e biologico – attraverso investimenti mirati su certificazione, tracciabilità e innovazione tecnologica, anche mediante l’utilizzo di strumenti avanzati come la blockchain. A ciò si affianca la promozione sui mercati internazionali, attraverso la partecipazione alle principali fiere di settore, e lo sviluppo del turismo esperienziale legato all’enogastronomia. In questo contesto si inserisce positivamente l’esperienza dell’intervento SRG10 ‘Promozione dei prodotti di qualità’ del Csr 23-27, che si è dimostrato efficace nel sostenere la valorizzazione delle produzioni regionali.
Un secondo asse strategico riguarda la promozione della multifunzionalità agricola, che amplia il perimetro dell’attività primaria includendo una gamma di attività complementari quali vendita diretta, agriturismo, fattorie sociali, enoturismo, oleoturismo e agriasili. A questa dimensione si affianca lo sviluppo di modelli agricoli innovativi, orientati alla sostenibilità e all’innovazione tecnologica, tra cui l’agricoltura di precisione e le soluzioni 4.0, l’approccio farm to fork, l’agricoltura urbana e le nuove forme di agricoltura verticale.
Il terzo ambito riguarda il rafforzamento della competitività del sistema agricolo regionale. Nonostante l’elevata qualità delle produzioni, i prodotti campani risultano mediamente più costosi rispetto a quelli dei principali competitor internazionali a causa di una combinazione di fattori strutturali: limitati investimenti, eccessiva frammentazione aziendale e criticità legate alla conformazione orografica del territorio, che incidono negativamente sui costi di produzione e raccolta. Per superare tali gap la Regione Campania intende promuovere strumenti e accordi con il sistema bancario, valorizzando il ruolo delle Decisioni individuali di concessione dell’aiuto (Dica) come elemento certo e abilitante per facilitare l’accesso al credito da parte delle imprese agricole.
Inoltre l’Amministrazione regionale si prefigge di ridurre la frammentazione dell’offerta e incrementare la competitività complessiva del sistema agroalimentare attraverso il rafforzamento delle processi di cooperazione nelle principali filiere produttive, da perseguire anche attraverso l’introduzione di meccanismi premiali destinati alle imprese che mantengono e consolidano le forme di aggregazione. Occorre, dunque, proseguire lungo il percorso tracciato dall’intervento SRG07 ‘Cooperazione per lo sviluppo rurale, locale e smart villages’ del Csr 23-27, che si sta rivelando uno strumento efficace nel sostenere i processi di cooperazione e l’organizzazione delle filiere agroalimentari.
Un’altra importante direttrice della strategia regionale riguarda la dimensione sociale e il ricambio generazionale, con l’obiettivo di favorire l’ingresso di giovani e donne nel settore agricolo, sostenere lo sviluppo delle aree interne e promuovere percorsi di innovazione e formazione.
Sul fronte dello sviluppo delle aree interne, per la Regione Campania è fondamentale promuovere politiche integrate, attraverso l’utilizzo di risorse aggiuntive a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione (Fsc) e sul Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), al fine di intervenire in modo più incisivo sulle fragilità strutturali dei territori maggiormente esposti ai fenomeni di spopolamento, sostenendo al contempo processi di sviluppo locale sostenibile e di coesione territoriale.
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