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Psr Campania, Comitato di Sorveglianza: i risultati conseguiti

Nel corso del Comitato di Sorveglianza del Psr Campania 2014-2022, svoltosi a Napoli lunedì 15 dicembre 2025, la Direzione generale per le Politiche agricole, alimentari e forestali della Regione Campania, in qualità di Autorità di Gestione (AdG) del Programma, ha illustrato i principali interventi attuati nel periodo di programmazione ormai prossimo alla conclusione.

I dirigenti e funzionari dell’AdG si sono soffermati sugli esiti più rilevanti, mettendo in evidenza i risultati conseguiti in termini di sostegno allo sviluppo e al rafforzamento del sistema agricolo e delle aree rurali.

 

Sostegno agli investimenti nelle aziende agricole


Al 1° dicembre 2025, oltre 1.100 beneficiari della tipologia d’intervento 4.1.1 – che, a partire dal novembre 2021, con l’adozione della versione 10.1 del Programma, si è articolata in due azioni, tra cui l’azione A) – hanno ricevuto pagamenti per un importo complessivo di 225 milioni di euro.

“Abbiamo operato lungo due direttrici: da un lato è stato garantito un sostegno diffuso alle aree interne a rischio di spopolamento; dall’altro sono stati finanziati progetti ad alto valore aggiunto nelle aree a maggiore vocazione agroindustriale. La quasi totalità delle risorse erogate, pari all’88% del totale, è stata trasformata in capitale fisso, vale a dire immobili e macchinari, contribuendo al consolidamento strutturale delle aziende beneficiarie”, ha affermato nel corso del suo intervento la dirigente Flora Della Valle, responsabile del settore ‘Politiche per la competitività dell’agroalimentare campano’.

Nel dettaglio, Sannio e Irpinia registrano il maggior numero di progetti finanziati, rispettivamente 428 e 270, mentre la provincia di Salerno concentra la quota più elevata di risorse trasferite, con circa 86,5 milioni di euro, nonostante un numero di progetti più contenuto (287) rispetto a quelli della provincia di Benevento, che raccoglie 70 milioni di finanziamenti.

“In buona sostanza, nel Salernitano sono stati finanziati progetti più strutturati e costosi, legati a filiere agroindustriali più complesse, come quelle presenti nella Piana del Sele, mentre nel Sannio si è assistito a una polverizzazione dei finanziamenti, tipica di un tessuto imprenditoriale composto da piccole realtà agricole” ha spiegato Della Valle.

 

Zootecnia


Nel comparto zootecnico sono stati realizzati circa 150 progetti attraverso la tipologia d’intervento 4.1.3 ‘Investimenti finalizzati alla riduzione delle emissioni gassose negli allevamenti zootecnici, dei gas serra e dell’ammoniaca’ (attuata con due bandi) e le azioni A (un bando rivolto a tutti i comparti, compreso quello zootecnico) e B (tre bandi destinati esclusivamente alle aziende zootecniche bufaline) della tipologia d’intervento 4.1.1 ‘Sostegno agli investimenti nelle aziende agricole’.

I progetti finanziati hanno interessato quasi 40mila unità di bestiame adulto (Uba) per una spesa complessiva di circa 40 milioni di euro.

Il 43% dei progetti risulta concentrato nel Sannio e il 33% nel Salernitano, a seguire le province di Caserta (18%), Avellino (5%) e Napoli (1%).

Per quanto riguarda la spesa per comparto, nella tipologia 4.1.1 azione A) prevale il comparto bovino con il 40% del totale dei finanziamenti, seguito da quello avicolo (31%) e ovicaprino (11%). Nella tipologia 4.1.3, invece, guida la graduatoria il comparto bufalino con il 68% delle risorse complessivamente erogate mentre i comparti bovino e suino raccolgono ciascuno il 14%.

“Nel corso delle diverse fasi di attuazione del Psr, a un approccio inizialmente generalizzato di sostegno alle aziende zootecniche è stata progressivamente affiancata una crescente attenzione alle principali criticità del comparto, in particolare alla riduzione delle emissioni in atmosfera, alla gestione dei reflui zootecnici, nonché all’emergenza brucellosi e al rafforzamento delle misure di biosicurezza nel settore bufalino” ha sottolineato la dirigente di settore Flora Della Valle.

 

Primo insediamento dei giovani come capo azienda


Grazie ai cinque bandi di attuazione della tipologia d’intervento 6.1.1 del Psr – tra cui il bando del 2017, inserito nel Progetto Integrato Giovani insieme alla tipologia 4.1.2, e quello più recente pubblicato nel 2024 – sono stati ammessi a finanziamento 2.396 giovani beneficiari di età non superiore ai 40 anni (41 anni non compiuti) al momento della presentazione della domanda.

Il numero complessivo dei beneficiari sale a 3.381 considerando anche i 985 giovani capo azienda finanziati attraverso l’avviso pubblico emanato nell’ambito del Piano Sviluppo e Coesione (Psc) Campania.

Per quanto riguarda la distribuzione territoriale dei beneficiari della tipologia 6.1.1, la provincia di Salerno si colloca al primo posto con il 29%, seguito dal Sannio con il 28% e dall’Irpinia con il 25%. Chiudono la graduatoria le province di Caserta (10%) e Napoli (8%).

Secondo la dirigente di settore Flora Della Valle, “grazie agli impegni specifici, in particolare in materia di formazione, e ai criteri di selezione introdotti nei bandi, che hanno incentivato investimenti tecnologici e strutturali di lungo periodo, incrementando la competitività aziendale e rafforzando le imprese agricole, si è andati oltre il semplice svecchiamento del settore”.

Della Valle ha inoltre evidenziato che “il Valutatore indipendente del Psr ha rilevato come, con riferimento al primo bando del 2016 – l’unico ad aver concluso il quinquennio di impegno dei giovani beneficiari – oltre l’88% delle aziende risulti tuttora attivo, a conferma di un insediamento in agricoltura avvenuto con successo: un risultato tutt’altro che scontato, considerata la complessità dell’attività imprenditoriale nel settore primario”.

 

Diversificazione delle imprese agricole in attività extra-agricole


Sono stati emanati due bandi a valere sulla tipologia d’intervento 6.4.1, che hanno ammesso a finanziamento complessivamente 405 beneficiari, dei quali circa 370 hanno ricevuto almeno un pagamento. Allo stato attuale, l’importo complessivamente liquidato ammonta a circa 61,5 milioni di euro.

“La tipologia 6.4.1 ha registrato un’ottima risposta da parte dei territori, raggiungendo in larga misura le aree interne, in particolare quelle delle province di Salerno, Benevento e Avellino. I finanziamenti hanno consentito l’adeguamento energetico delle strutture interessate, che hanno raggiunto livelli di efficienza mediamente superiori di oltre tre classi rispetto alla situazione di partenza, nonché un utilizzo più equilibrato della risorsa idrica per usi non potabili”, ha affermato la dirigente di settore Flora Della Valle.

“Inoltre – ha aggiunto la dirigente – si è registrato un incremento delle ore lavorative, spesso a carico dei familiari, che hanno potuto così assumere ruoli specifici all’interno della gestione aziendale, contribuendo a contrastare l’ulteriore esodo di forza lavoro, in particolare giovanile e qualificata, dalle aree interne”.

 

Agroindustria


La tipologia d’intervento 4.2.1 ‘Trasformazione, commercializzazione e sviluppo dei prodotti agricoli nelle aziende agroindustriali’ si è posta l’obiettivo di favorire l’integrazione delle imprese del comparto con il settore agricolo, promuovendo l’organizzazione della filiera dei prodotti e migliorando la competitività dei produttori primari grazie a una maggiore integrazione nel sistema agroalimentare.

Sono stati emanati quattro bandi – rivolti alle filiere ortofrutticola, florovivaistica, vitivinicola, olivicolo-olearia, cerealicola, carne, lattiero-casearia e piante medicinali e officinali – con investimenti ammissibili fino a 4 milioni di euro e aliquota di sostegno del 50%. Ad oggi, risultano destinatari di pagamenti 120 beneficiari per un importo complessivo pari a 81,2 milioni di euro.

Invece la tipologia 4.2.2 ‘Trasformazione, commercializzazione e sviluppo dei prodotti agricoli per micro-iniziative agroindustriali’ ha avuto come target le imprese più giovani e con fatturati più contenuti, puntando a incentivare processi di digitalizzazione aziendale. Sono stati pubblicati tre bandi, rivolti alle stesse filiere dei bandi della 4.2.1 con l’aggiunta della filiera della canapa, con investimenti ammissibili fino a 0,5 milioni di euro e aliquota di sostegno del 60%. Finora sono stati erogati pagamenti a 37 beneficiari per un totale di 5 milioni di euro.

“Per la tipologia d’intervento 4.2.1, la filiera con il maggior numero di progetti finanziati è risultata quella ortofrutticola, con il 34% del totale, mentre per la tipologia 4.2.2 la filiera vitivinicola ha rappresentato la quota maggiore, con il 21%. Per quanto riguarda le filiere con il maggior numero di progetti finanziati per provincia, nella 4.2.1 si distinguono la vitivinicola per Irpinia e Sannio, la lattiero-casearia per Terra di Lavoro e Napoli, e quella dell’ortofrutta trasformata per il Salernitano. Nella 4.2.2, invece, la filiera olivicolo-olearia primeggia nelle province di Avellino, Benevento e Salerno, quella vitivinicola in provincia di Caserta, mentre nelle province di Napoli spiccano le filiere vitivinicola e cerealicola”, ha evidenziato la dirigente di settore Flora Della Valle.

“Infine, nell’ambito delle tipologie 4.2.1 e 4.2.2 sono stati finanziati rispettivamente cinque progetti, con un costo medio di 268 mila euro, e tre progetti, con un costo medio di 154 mila euro, al di fuori dell’Allegato I del Tfue, il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea”, ha concluso la dirigente.

 

Prevenzione dei danni da fauna


La tipologia di intervento 4.4.1 ha avuto l’obiettivo di rafforzare la prevenzione dei danni causati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole e alle opere approntate sui terreni coltivati o pascolativi, promuovendo una coesistenza armoniosa tra ecosistemi naturali o rinaturalizzati e attività produttive in grado di tutelare sia la biodiversità sia la redditività delle aziende agricole.

“La tipologia 4.4.1 – ha affermato la dirigente di settore Flora della Valle – è stata attuata attraverso un unico bando, con un contributo pubblico al 100%, che ha consentito il finanziamento di 65 beneficiari per un importo complessivo di circa 4,5 milioni di euro. Dal punto di vista geografico, la distribuzione dei beneficiari mostra una significativa concentrazione nelle province di Salerno (57,6%) e Benevento (21,2%)”.

Grazie al sostegno del Psr, sono state realizzate recinzioni perimetrali, atte a proteggere i terreni dai danni dei cinghiali, per un totale di 117.272 metri lineari di strutture installate.

 

Infrastrutture verdi ed elementi del paesaggio agrario


A valere sulla tipologia di intervento 4.4.2 sono stati emanati complessivamente tre bandi, con contributo al 100%. Il primo bando, nel 2017, ha finanziato 172 beneficiari per un importo complessivo di 30,9 milioni di euro. I due successivi, nel 2022, si sono distinti per azione: uno ha riguardato le azioni b) “Creazione e/o ripristino e/o ampliamento di fasce tampone” e c) “Creazione e/o ripristino e/o ampliamento di siepi, filari e boschetti”, finanziando 32 beneficiari per 1,7 milioni di euro; l’altro ha interessato l’azione a) “Ripristino di terrazzamenti e ciglionamenti”, con 52 beneficiari e 6,8 milioni di euro concessi.

“Complessivamente, i bandi hanno permesso di erogare pagamenti a 238 beneficiari per un importo totale di circa 37,3 milioni di euro” ha evidenziato la dirigente di settore Flora Della Valle.

Per quanto riguarda la distribuzione geografica dei beneficiari, nel bando del 2017 si registra la netta prevalenza del Sannio (42,3% del totale), seguita dalle province di Salerno (27,1%) e Napoli (26,5%). Nel bando 2022 relativo a fasce tampone, siepi, filari e boschetti, la provincia di Benevento risulta al primo posto per numero di beneficiari (26,7%), seguita dalla Terra di Lavoro (23,3%) e dal Napoletano (20%).

 

Impegni agro-climatico-ambientali, agricoltura biologica e zone soggette a vincoli naturali o altri vincoli specifici


Le misure 10.1 “Pagamento per impegni agro-climatico-ambientali”, 11 “Agricoltura biologica” e 13 “Indennità a favore delle zone soggette a vincoli naturali o ad altri vincoli specifici” hanno registrato una spesa pubblica complessiva di 949,8 milioni di euro, pari a circa il 40% della dotazione finanziaria totale del Psr.

Nel dettaglio, le misure 10.1, 11 e 13 hanno realizzato rispettivamente una spesa di circa 228,3 milioni, 168,6 milioni e 553 milioni di euro.

Per quanto riguarda l’incidenza delle tre misure sulle superfici agricole della Campania, il dirigente Giuseppe Rosario Mazzeo, responsabile dell’Uos ‘Servizi territoriali provinciali di Napoli – Sostegno alle imprese agricole per il presidio dell’ambiente e la difesa del reddito’, ha sottolineato che “la superficie oggetto d’intervento (Soi), pari a 385.735,58 ettari, rappresenta quasi il 60% della superficie agricola utilizzata (Sau) regionale, che ammonta a 654.933,06 ettari”.

Le pratiche agricole finanziate dalle tre misure hanno avuto effetti positivi sulla biodiversità. Inoltre, le misure 10.1 e 11 hanno contribuito a una migliore gestione delle risorse idriche, compresa quella dei fertilizzanti e pesticidi, nonchè ad una migliore gestione del suolo e alla prevenzione dei fenomeni erosivi, attività fondamentali per la sostenibilità delle aree collinari e montane della regione.

Significativa è stata la crescita della superficie biologica nel periodo 2014-2023. Come ha evidenziato Mazzeo, “la Sau biologica regionale è quintuplicata, passando da 20.548 a 102.895 ettari, pari al 20,4% della Sau complessiva della Campania”.

La provincia con la maggiore incidenza di superfici biologiche rispetto alla Sau è Benevento (39%), seguita da Avellino (25%), Salerno (17%), Caserta (15%) e Napoli (4%).

Infine, va sottolineato che l’8,78% delle aree della Rete Natura 2000 è coinvolto dagli interventi della misura 11, che mostra una notevole incidenza (57%) sul totale delle superfici biologiche (Sinab), con un sostegno particolarmente strutturato per le colture foraggere (98%), cereali (97%), olivo (76%) e frutta (75%).

 

Impianti da Fonti energetiche rinnovabili (Fer) per gli impianti collettivi di irrigazione


Con il bando, emanato nel 2023, dell’azione B) della tipologia di intervento 4.3.2, sono state finanziate 10 domande di sostegno presentate dai consorzi di bonifica e irrigazione, per un importo complessivo pari a 30,7 milioni di euro.

I finanziamenti hanno consentito la realizzazione di 19 impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili (Fer), di cui 2 mini-idroelettrici e 17 fotovoltaici, prevalentemente flottanti su vasche consortili.

L’obiettivo, come illustrato dal funzionario responsabile Valerio Catalano, è stato quello di “migliorare le prestazioni degli impianti irrigui collettivi, ridurre i costi di esercizio del servizio irriguo per le aziende agricole e contribuire alla riduzione delle emissioni di gas climalteranti, contrastando gli effetti del global change”.

 

Sviluppo locale Leader


I risultati ottenuti con la misura 19 sono stati presentati dal funzionario responsabile Giuseppe Falco con l’ausilio di un video (clicca QUI) – realizzato dall’AdG in collaborazione con la società in house Sviluppo Campania – che illustra il ruolo dei 15 Gruppi di azione locale (Gal) nel promuovere lo sviluppo socio-economico delle aree rurali grazie alle strategie finanziate dal Programma.

La spesa complessiva per la misura Leader è stata di circa 106,7 milioni di euro. Per scoprire le buone pratiche realizzate dai Gal clicca QUI.

 

Banda Ultra Larga (Bul)


La tipologia di intervento 7.3.1 ‘Realizzazione di infrastrutture di accesso in fibra ottica’ è stata attuata mediante un accordo di programma ed una convenzione operativa sottoscritti nel luglio 2016 con il Ministero dello Sviluppo economico (oggi Ministero delle Imprese e del Made in Italy – Mimit) nonché attraverso un piano tecnico-operativo implementato sotto la supervisione del Comitato di coordinamento e monitoraggio Regione-Mimit.

I lavori di realizzazione delle infrastrutture, finanziati per 20,4 milioni di euro dal Psr, 135 milioni dal Por Campania Fesr 2014-2020 e 22,4 milioni dal Pon Imprese e Competitività, sono terminati fisicamente nello scorso mese di settembre. Nel dettaglio, sono stati completati gli interventi relativi agli impianti Ftth (Fiber to the Home) in tutti i 76 Comuni inclusi nel piano nonché i 26 interventi previsti per gli impianti Fwa (Fixed Wireless Access).

“A conclusione dei lavori – ha affermato la funzionaria responsabile Katja Aversano – risultano raggiunte oltre 77mila unità immobiliari e una popolazione di circa 117mila abitanti. A completamento del progetto, si è ritenuto opportuno definire l’azione ‘Smart Village’ nell’ambito dell’intervento SRG07 del Csr 2023-2027, finalizzata all’erogazione di contributi per la realizzazione di infrastrutture di connettività, con particolare attenzione al collegamento dell’ultimo miglio. I beneficiari di tale azione saranno i Gal”.

 

Sistema della conoscenza e dell’innovazione in agricoltura (Akis)


La tipologia di intervento 16.1.2 ha rappresentato una delle novità più significative del periodo transitorio. Introdotta nel novembre 2021 con l’adozione della versione 10.1 del Psr, la sua mission è stata quella di affrontare le criticità dei settori agricolo, agroalimentare e forestale attraverso l’innovazione e il trasferimento delle conoscenze.

Grazie al bando emanato nel 2022, è stato concesso sostegno finanziario alla realizzazione di 34 progetti di cooperazione, denominati Progetti operativi di innovazione (Poi), ideati e attuati dai Gruppi Operativi (Go) del Partenariato Europeo per l’Innovazione (Pei) con un obiettivo chiaro: rafforzare l’Akis campano, ovvero il Sistema della conoscenza e dell’innovazione in agricoltura.

La dotazione finanziaria complessiva del bando è stata pari a circa 4,8 milioni di euro, così ripartita:

– 1,9 milioni di euro per i progetti afferenti alla Focus area 2A ‘Migliorare le prestazioni economiche di tutte le aziende agricole e incoraggiare la ristrutturazione e l’ammodernamento delle aziende, in particolare per aumentare la quota di mercato, l’orientamento al mercato e la diversificazione delle attività’;

– 2,9 milioni di euro per i progetti relativi alla Focus area 3A ‘Migliorare la competitività dei produttori primari attraverso una maggiore integrazione nella filiera agroalimentare, i regimi di qualità, la creazione di valore aggiunto per i prodotti agricoli, la promozione nei mercati locali, le filiere corte, le associazioni e organizzazioni di produttori e le organizzazioni interprofessionali’.

“I beneficiari della tipologia 16.1.2 – ha affermato il dirigente Ferdinando Gandolfi, responsabile del settore ‘Ambiente, sviluppo locale, sistema della conoscenza e difesa delle colture’ – sono stati i Gruppi Operativi, intesi come partenariati che coinvolgono una pluralità di soggetti provenienti da diversi ambiti – agricoltori, gestori forestali, ricercatori, consulenti, formatori, imprese, associazioni di categoria, consumatori, gruppi di interesse, organizzazioni non governative, comunità rurali e altri stakeholder – impegnati nella realizzazione di un comune Progetto operativo di innovazione. Il soggetto capofila è stato obbligatoriamente un’impresa operante con codice Ateco 01 ‘Coltivazioni agricole e produzioni di prodotti animali, caccia e servizi connessi’ e/o 02 ‘Silvicoltura ed utilizzo di aree forestali’ ”.

In sostanza, la tipologia 16.1.2 ha inteso valorizzare il ruolo e le finalità delle imprese agricole, agroalimentari e forestali all’interno dei Poi realizzati dai Gruppi operativi, ponendole al centro del processo di sviluppo dell’innovazione, sin dalla definizione degli obiettivi e dalla fase di progettazione degli interventi.

“Abbiamo finanziato – ha concluso Gandolfi – la realizzazione di progetti di cooperazione, della durata di 24 mesi e con un importo massimo di 300 mila euro, finalizzati a individuare soluzioni operative alle principali problematiche dei comparti agricolo, agroalimentare e forestale nonché a favorire la capacità di cogliere nuove opportunità derivanti dall’adozione di innovazioni, anche in un’ottica di diversificazione delle attività”.

 

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