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Recovery Fund, Parlamento Ue: risorse all’agricoltura già dal 2021

Anticipare al 1° gennaio 2021 l’erogazione degli oltre 8 miliardi di euro previsti nello Strumento Europeo di Ripresa (ERI) a sostegno degli agricoltori e delle aree rurali dell’Ue: questa, in sintesi, la principale proposta approvata dalla Commissione per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale (AGRI)  del Parlamento europeo, nel corso della seduta del 13 ottobre scorso, con 46 voti favorevoli, nessuno contrario e due astensioni.

Gli eurodeputati hanno dunque aggiornato il testo della Commissione europea secondo cui l’erogazione dei fondi dovrebbe essere subordinata all’entrata in vigore della riforma della Politica Agricola Comune (PAC) nel 2023.

Nel dettaglio, la Commissione Agricoltura propone che il 30% degli 8 miliardi stanziati sia erogato già il prossimo anno mentre il restante 70% nel 2022. Inoltre, sempre secondo gli eurodeputati, almeno il 37% dei fondi disponibili dovrebbe finanziare pratiche a favore dell’ambiente e del clima ed almeno il 55% sostenere le start-up di giovani agricoltori e gli investimenti nelle aziende agricole che contribuiscono ad una ripresa economica resiliente, sostenibile e digitale in linea con gli obiettivi dello European Green Deal. Il rimanente 8% delle risorse dovrebbe, invece, essere lasciato alle scelte agli Stati membri.

L’Europarlamento chiede anche un sostanziale aumento delle quote di cofinanziamento e contributo comunitario. Gli investimenti degli agricoltori e dei trasformatori alimentari che contribuiscono ad una ripresa economica sostenibile e digitale dovrebbero essere cofinanziati dall’UE per un totale dell’80% (contro il 40%), arrivando fino al 90% nelle regioni meno sviluppate (contro il 50%) e nelle regioni ultra-periferiche, nelle isole minori del Mar Egeo e in alcune aree della Croazia (contro il 75%).

Gli eurodeputati propongono, tra l’altro, di aumentare livello massimo di sostegno che il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) assicura alla produzione alimentare che rientra nei regimi di qualità dell’UE, passando dai 3mila ai 5mila euro annui per azienda, e all’avviamento delle imprese dei giovani agricoltori, passando da 70mila a 100mila euro.

Il testo approvato in Commissione Agricoltura dovrà ora essere negoziato con il Consiglio europeo.