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Commissione, adottata la nuova strategia dell’Ue per il suolo

Il 17 novembre 2021 la Commissione ha adottato la strategia dell’Ue per il suolo per il 2030, salutata da una nota ufficiale come “un importante risultato tangibile del Green Deal europeo (per il nostro articolo clicca QUI) e della strategia dell’Ue sulla Biodiversità per il 2030 (per il nostro articolo clicca QUI) per affrontare la duplice crisi del clima e della natura”.

“La strategia – si legge nel comunicato della Commissione (per la versione completa clicca QUI) – definisce un quadro con misure concrete per la protezione, il ripristino e l’uso sostenibile del suolo e propone una serie di misure, sia volontarie che vincolanti per gli Stati membri: l’obiettivo è aumentare il carbonio nei terreni agricoli, combattere la desertificazione, ripristinare i terreni degradati e garantire che, entro il 2050, tutti gli ecosistemi terrestri siano in buona salute”.

In pratica, entro il 2050, tutti gli Stati membri dell’Ue dovranno conseguire l’obiettivo di non consumare suolo (zero net land take) e avere i propri suoli ‘sani’ attraverso azioni concrete, molte delle quali dovranno essere realizzate già entro il 2030.

La strategia annuncia una nuova legge sulla salute dei suoli, da approvare entro il 2023, volta a garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente e di salvaguardia della salute delle popolazioni, partendo dal principio che suoli sani producono cibi sani.

Sempre nell’ambito del Green Deal europeo, la Commissione europea ha approvato anche altre due iniziative “per passare ad un’economia circolare, proteggere la natura e innalzare gli standard ambientali nell’Unione europea e nel mondo”.

La Commissione ha proposto un nuovo regolamento per frenare il disboscamento e il degrado forestale imputabili all’Unione. “Le nuove norme proposte – si legge nella nota – garantiranno ai cittadini che i prodotti acquistati, usati e consumati nel mercato dell’Ue non contribuiscano al disboscamento e al degrado delle foreste nel mondo”.

L’altra proposta riguarda la revisione del regolamento relativo alle spedizioni di rifiuti con “norme più rigorose per l’esportazione dei rifiuti, un sistema più efficiente per la circolazione dei rifiuti considerati risorsa e un’azione incisiva contro il traffico illegale dei rifiuti verso paesi non appartenenti all’Ocse”.