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Agricoltura, accordo Europarlamento-Consiglio: 8 miliardi già dal 2021

Semaforo verde da Parlamento e Consiglio europeo per l’utilizzo, già dal 1° gennaio 2021 e per tutto il 2022, degli 8,07 miliardi di euro previsti nello strumento europeo per la ripresa Next Generation a sostegno degli agricoltori e dei territori rurali dell’Ue messi a dura prova dalla crisi generata dal Covid-19.

L’accordo politico, raggiunto nei giorni scorsi, supera la proposta della Commissione europea di subordinare l’erogazione dei fondi all’entrata in vigore della nuova Politica Agricola Comune (Pac) prevista nel 2023 e dovrà essere approvato formalmente sia dal Parlamento che dal Consiglio. Il voto degli eurodeputati è atteso durante la plenaria di dicembre insieme al testo sul regolamento transitorio, che estende l’attuale Pac fino al 31 dicembre 2022.

Gli oltre 8 miliardi assegnati al Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (Feasr) saranno erogati attraverso i Programmi di Sviluppo Rurale (Psr) per sostenere la ripresa dalla crisi del Covid-19 e per centrare gli obiettivi di sostenibilità ambientale, economica e sociale del Green Deal.

Secondo il testo approvato dall’Europarlamento lo scorso 13 ottobre, 2,4 miliardi dovrebbero essere erogati nel 2021 (insieme ai 2,6 miliardi stanziati nel bilancio pluriennale Ue 2021-2027) e i restanti 5,6 per tutto il 2022.  All’Italia  sono destinati 1,22 miliardi.

Intanto il 10 novembre scorso si è svolto il primo trilogo sulla riforma della Politica Agricola Comune.  Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione hanno illustrato le rispettive posizioni sugli elementi chiave dei tre regolamenti della nuova Pac – il regolamento sui piani strategici, il regolamento orizzontale e il regolamento modificativo dell’Organizzazione Comune dei Mercati (Ocm) – e concordato le modalità di lavoro e il calendario indicativo dei successivi triloghi politici e delle riunioni tecniche preparatorie.