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Pac post 2020: il percorso Ue e dell’Italia

La Politica Agricola Comune (Pac) è una delle politiche comunitarie di maggiore importanza che, come stabilito dall’articolo 39 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea (Tfue), persegue i seguenti obiettivi specifici:

  • incrementare la produttività dell’agricoltura, sviluppando il progresso tecnico e assicurando un impiego ottimale dei fattori di produzione, in particolare della manodopera;
  • assicurare un tenore di vita equo alla popolazione agricola;
  • stabilizzare i mercati;
  • garantire la sicurezza degli approvvigionamenti;
  • assicurare prezzi ragionevoli ai consumatori.

La Pac è finanziata, a livello europeo, con risorse del bilancio dell’Ue tramite due fondi: il Fondo Europeo Agricolo (Feaga), che fornisce un sostegno diretto agli agricoltori e finanzia misure di sostegno del mercato, e il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (Feasr), che finanzia invece lo sviluppo rurale attraverso i Psr.

Nel ciclo di programmazione 2014-2020 la Pac ha potuto contare su una dotazione finanziaria di 408,3 miliardi di euro, pari al 38% del bilancio Ue.

Il 1° giugno 2018 la Commissione europea ha presentato una serie di proposte legislative sulla Pac per il periodo 2021-2017, proponendo un nuovo modello di attuazione che prevede l’elaborazione, da parte di ciascuno Stato membro, di un piano strategico nazionale le cui azioni dovranno concorrere al raggiungimento di 9 obiettivi specifici e un obiettivo trasversale.

Il percorso di riforma dei regolamenti della Pac non è ancora concluso per il protrarsi dei negoziati tra Commissione, Consiglio e Parlamento europeo. Pertanto si è deciso di prorogare la validità delle norme dell’attuale Politica Agricola Comune fino al 31 dicembre 2022, facendo così slittare l’entrata in vigore della nuova Pac al 1° gennaio 2023.

 

Per il percorso di riforma della Pac clicca QUI